Il mondo complesso del bilancio
IL BILANCIO
 
TRATTATO SUL SISTEMA DI BILANCIO

Introduzione

L’obiettivi di questo capitolo è di creare una base comune di apprendimento per l’analisi di bilancio. Ci interesseremo dunque alla contabilità generale, vedendo i suoi presupposti per la redazione del bilancio civilistico e prepareremo il “terreno” per affrontare l’analisi di bilancio partendo dagli schemi di bilancio previsti dalla legge italiana.

Principi generali di redazione

Il Codice Civile 1 detta il principio generale di redazione del bilancio e di conseguenza anche i principi applicativi per l’adempimento della clausola generale. Clausola generale del quadro fedele: “il bilancio deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell’esercizio”.

Principi generali di redazione:

Continuità della gestione: la valutazione delle voci deve essere fatta nella prospettiva della continuazione dell’attività Continuità di applicazione dei criteri di valutazione: i criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio all’altro Prudenza: in funzione di questo principio, gli utili attesi ma non ancora realizzati non devono essere iscritti in bilancio e tutte le perdite anche presunte o probabili devono essere iscritte in bilancio Competenza: si deve tener conto dei proventi e degli oneri di competenza dell’esercizio, indipendentemente dalla data dell’incasso o del pagamento Valutazione separata degli elementi patrimoniali: le voci dell’attivo e del passivo devono essere valutate separatamente.
Il bilancio è composto da Stato patrimoniale, Conto Economico e Nota Integrativa. In più è fatto obbligo di fornire informazioni complementari a quelle già previste dalla legge quando queste non sono sufficienti ai fini della rappresentazione veritiera e corretta. Queste informazioni possono rivestire diverse forme: aggiunte di voci negli schemi di bilancio, utilizzo della nota integrativa o redazione di elaborati contabili (es. il rendiconto finanziario).
Descriveremo gli schemi dello stato patrimoniale e del conto economico mettendo in evidenza gli elementi che conducono alla necessità di riclassificarli ai fini del controllo direzionale. Il Rendiconto Finanziario sarà visto come documento integrativo dell’informativa di bilancio.

Schemi di bilancio

Stato patrimoniale

Lo Stato Patrimoniale deve essere redatto secondo lo schema previsto dall’art. 2424 c.c. In questi schemi è definita una gerarchia di quattro livelli:
Il primo livello contrassegnato da una lettera maiuscola.
Es. B. Immobilizzazioni

Il secondo livello contrassegnato da un numero romano.
Es. II. Immobilizzazioni finanziarie

Il terzo livello contrassegnato da un numero arabo.
Es. 2) crediti

Il quarto livello contrassegnato da una lettera minuscola.
Es. a. verso imprese controllate

Certi adattamenti sono previsti dal Codice Civile: le voci precedute da numeri arabi possono essere suddivise ulteriormente ed essere adattate; voci possono essere aggiunte. In breve, si possono compiere tutti gli aggiustamenti sulle voci precedute da numeri arabi e di conseguenza, anche quelle contrassegnate da una lettera minuscola purché permetta una rappresentazione corretta e veritiera del bilancio e favorisca la sua chiarezza. I due primi livelli non posso subire modifiche. ’attivo del bilancio mostra come l’azienda ha investito le risorse disponibili. E’ per questo motivo che l’attivo del bilancio descrive anche gli impieghi di capitale. Il ”fabbisogno” della gestione è rappresentato dall’attivo dello stato patrimoniale e quindi dagli impieghi di capitale. La sezione del passivo evidenzia “come” e “dove” l’azienda ha reperito, al momento della redazione del bilancio, i capitali necessari per fare fronte al “fabbisogno” della gestione. Le poste del passivo rappresentano dunque le fonti.
Ma lo schema civilistico di stato patrimoniale non permette una lettura finanziaria della situazione dell’impresa per due motivi. Il primo risiede nel fatto che certe poste riprendono sia nell’attivo fisso (ovvero tutte le voci dell’attivo che riprendono gli impieghi che potrebbero essere convertiti in denaro in un periodo superiore all’anno) sia nell’attivo circolante (tutte le voci dell’attivo che si convertirebbero in denaro in un periodo di tempo inferiore all’anno), elementi a breve e medio o lungo termine. Il fatto che i beni ammortizzati siano iscritti al netto degli ammortamenti costituisce il secondo motivo. Il passivo rispecchia una doppia classificazione, una in base all’esigibilità delle voci per i debiti e una in base alla natura delle fonti, in modo da distinguere i mezzi propri e mezzi di terzi. L’adozione degli schemi di bilancio aiuta la riclassificazione secondo il criterio finanziario ma la riclassificazione può essere operata correttamente solo disponendo di informazioni supplementari, non richieste dalla norma civile. In particolare bisognerebbe conoscere la durata (medio o lungo termine) per: I crediti verso soci, per la parte non ancora richiamata I ratei e risconti passivi e attivi I fondi per rischi e oneri Il trattamento di fine rapporto.
Disponendo di queste informazioni, si riesce ad operare una riclassificazione secondo il criterio finanziario:

Stato Patrimoniale
Impieghi Fonti
Attivo circolante
Attivo immobilizzato

Passivo corrente
Passività consolidate
Patrimonio netto

Vedremo più avanti una descrizione dettagliata della riclassificazione secondo il criterio finanziario.

Il Conto Economico

Il conto economico è lo strumento contabile nel quale sono raccolti i ricavi ed i costi dell’esercizio. Questo documento è il punto di partenza per analizzare la situazione economica aziendale. Il principio che regge lo schema del conto economico è quello di partire dai ricavi e, sottraendo i costi progressivamente, di arrivare al risultato dell’esercizio. Le grandi categorie di costi sono: I costi del personale: retribuzioni, oneri contributivi, altri (tredicesima mensilità…) I costi dei servizi, I costi per il godimento dei beni di terzi, Il saldo degli oneri e proventi finanziari, Il saldo degli oneri e proventi straordinari, Gli oneri tributari, Il risultato intermedio così ottenuto dovrebbe richiamare il concetto di utile (o reddito) operativo ma il fatto che ci siano nei costi di produzione anche costi della gestione patrimoniale extra-caratteristica impedisce di conoscere il solo risultato della gestione caratteristica dell’azienda. Una corretta analisi di bilancio richiede dunque un riordino o riclassificazione degli elementi del conto economico. Sarà comunque sempre chiamato conto economico a forma scalare dal momento che partendo dai ricavi di produzione si sottraggono elementi di costo per arrivare a risultati intermedi. Si può così operare una riclassificazione del conto economico per esempio a valore aggiunto, a costo industriale del venduto, a costi fissi e variabili.

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